Il lockdown e gli impasti fatti in casa, ecco i piatti più realizzati

Con l’annuncio del lockdown durante i primi mesi del 2020 l’Italia e gli altri Paesi in difficoltà si sono allarmati soprattutto riguardo la scorta di cibo da procurarsi, al fine di non rimanerne senza nel lungo periodo di quarantena.

L’Italia, in particolare, si è concentrata principalmente su beni primari come pasta, lievito, farina, cibo in scatola ecc. Ritrovandosi ad affrontare situazioni e circostanze completamente nuove e sconosciute, le persone in quarantena si sono adattate ed hanno modificato le proprie abitudini quotidiane, tant’è che secondo una ricerca condotta da GlobalWebIndex, in Italia, Cina, Francia e Nuova Zelanda dal momento del lockdown la popolazione passa molto più tempo in cucina.

Cucinare per alleviare il dolore?

Siamo sicuramente un popolo che è nato attorno al cibo, innegabile infatti che l’Italia sia una nazione bagnata su ogni lato da piatti tipici che nel resto del mondo ci invidiano, quindi ad oggi il cibo rimane ancora un buon motivo per riunire la famiglia intorno al tavolo, che sia per prepararlo o per consumarlo questo cambia poco.

In linea generale cucinare in questo periodo difficoltoso ha assunto un significato più profondo, in quanto la preparazione di pietanze prelibate distrae individui di ogni età e li lega maggiormente ai propri cari. Tra l’altro pubblicare i risultati online per confrontarsi con amici e parenti è diventata una sfida non di poco conto.
Anche le ricerche relative alle ricette tradizionali come quelle per fare pizza, pasta, pane e dolci in occasioni di festività precise sono aumentate notevolmente, di circa 3 o 4 volte rispetto a prima.

Piatti più cucinati durante il lockdown

Sebbene l’Italia e gli italiani siano conosciuti a livello globale per l’esperienza in cucina, c’è da dire che ormai molti piatti tipici della tradizione sono stati messi un po’ da parte per dare spazio a cucine internazionali.

Grazie al lockdown, invece, è aumentato soprattutto il tempo trascorso ai fornelli per dedicarsi alla preparazione ed alla sperimentazione di ricette italiane e non. Vediamo dunque di seguito quali sono i piatti più cucinati durante il periodo di quarantena:

  1. Gli italiani si sono concentrati particolarmente sulla preparazione casereccia di pizze e focacce, soprattutto nelle fasi iniziali del lockdown quando la gran parte dei ristoranti e delle pizzerie, soprattutto nelle città più piccole, non si erano ancora organizzati per le consegne a domicilio. Molti utenti, anche grazie al web, hanno trovato tutte le informazioni necessarie sui numerosissimi siti di ricette; infatti moltissimi portali, come impastatriceonline.it o giallozafferano.it, hanno insegnato agli Italiani tecniche e strumentazioni da utilizzare per avventurarsi nella preparazione di impasti casalinghi.
  2. Altrettanto ricercati ed apprezzati sono stati i dolci, la cui preparazione e sperimentazione ha riunito amici e parenti, ricreando quell’ambiente confortevole che nella quotidianità scarseggiava. Tra le ricette di dolci più ricercate vi sono le torte, i biscotti, il tiramisù, i pancake, i muffin e le crepes.
  3. Primi e secondi piatti, tra cui pasta, sughi, pesti, lasagna, polpette, frittate, pietanze a base di pollo o tacchino, arrosti, piadine, torte salate, gateau, parmigiana ed altre preparazioni tradizionali e ricorrenti.
  4. Piatti etnici e stranieri di tradizione, in particolari appartenenti alla cucina cinese, messicana ed araba.

Al di là della preparazione di piatti e pietanze varie, vi è stato un notevole aumento anche per quanto riguarda la coltivazione di ortaggi e la preparazione di birra ed alcolici artigianale, sia che riguardi famiglie munite di orto e giardino, sia quelle provviste unicamente di terrazzi e balconi.
In tal senso, secondo alcune previsioni riguardo ciò che sarà l’industria negli anni successivi, si suppone che vi sarà un aumento nella preferenza e nella scelta di alimenti biologici e naturali e di conseguenza un interesse per l’alimentazione sana e per i prodotti locali, di recente particolarmente apprezzati ed in un certo senso preferiti.

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