Partita IVA per pensionati: come continuare a lavorare autonomamente

Andare in pensione non significa rinunciare a una nuova esperienza nel mondo del lavoro. Sapevi che è possibile aprire la partita IVA anche per i pensionati? Non c’è bisogno di rinunciare al giusto corrispettivo dovuto per decenni di duro lavoro: scopri tutto quello che c’è da sapere se stai pensando di diventare un lavoratore autonomo, continuando a ricevere la somma a cui hai diritto dopo anni di contributi versati.

Perché aprire la partita IVA per pensionati

Capita che la pensione non sia sufficiente per garantire lo stile di vita a cui si era abituati. Altre volte, invece, è solo la voglia di mantenere la mente e il corpo in attività, conciliando un ritmo più rilassato di vita a un nuovo stimolante impegno. Ecco perché dovresti pensare di valutare l’apertura della partita IVA da pensionato:

  • per coltivare un’idea che non hai mai pensato di far diventare realtà 
  • per arrotondare la pensione, magari con un’attività freelance come consulente, da gestire come e quando vuoi
  • per migliorare il tuo tenore di vita

Come fare per mettersi in proprio

Se stai già pensando di aprire la partita IVA anche se sei in pensione, la buona notizia è che ci sono delle condizioni molto favorevoli per farlo. Prima di tutto, però, fatti assistere da un commercialista che sappia aggiornarti sempre sulle novità in materia fiscale. Ti aiuterà a presentare richiesta all’Agenzia delle Entrate, per ricevere il codice di 11 cifre utile che identificherà la tua attività. 

Contestualmente all’apertura della partita IVA, dovrai scegliere il regime fiscale adatto per te. Attualmente il regime forfettario è quello più conveniente. Lo può scegliere chiunque, compresi i pensionati: l’unica condizione è che non si superi il tetto massimo di fatturato di 65.000 euro. In caso di sforamento, si passa poi al regime ordinario che prevede l’applicazione dell’IVA in fattura e una tassazione più ingente.

Scopri la differenza tra regime forfettario e ordinario.

Perché conviene il regime forfettario

Paradossalmente, il regime forfettario era stato pensato per i giovani, almeno fino a qualche anno fa. Si credeva che solo gli UNDER 35 avessero difficoltà nel mettersi in proprio, ma poi si è compreso come fosse possibile ampliare la platea anche ai lavoratori più maturi e persino ai pensionati. 

A far propendere per il regime forfettario c’è soprattutto la tassazione, che offre un’imposta unica (o Flat Tax) del 5% per i primi 5 anni nel caso di start-up o nuove attività, e del 15% dal sesto anno in poi. Per calcolare la quota di tasse dovute basta moltiplicare l’aliquota al prodotto tra fatturato annuo e coefficiente di redditività, che è collegato al codice ATECO assegnato al momento di apertura della partita IVA. Ricordiamo anche che bisogna apporre il bollo sulle fatture, se di importo superiore a 77,47 euro, ma che non si aggiunge l’IVA in fattura. 

Chi si mette in proprio e sceglie questo regime agevolato è anche esentato dalla fatturazione elettronica, lanciata nel gennaio 2019 per tutte le imprese e gli altri autonomi. Così eviti anche di dover sottoscrivere un abbonamento per i software dedicati alla gestione delle fatture elettroniche. 

Quali sono le condizioni per rimanere nel regime forfettario con Flat Tax

Dal dicembre 2019 qualcosa è cambiato per il regime forfettario e riguarda proprio i pensionati e, in generale, i lavoratori dipendenti che aprono la partita IVA, ma hanno altre entrate principali. Non è più possibile scegliere il regime nel caso in cui nell’anno precedente siano stati spesi più di 20.000 euro per dipendenti e/o collaboratori e se nell’anno precedente sono stati percepiti redditi di lavoro dipendente e assimilati maggiori ai 30.000 €. In questo caso si dovrà optare per la partita IVA ordinaria.

E i contributi previdenziali?

In qualità di pensionato, ricevi già i contributi previdenziali. Tuttavia, se decidi di aprire la partita IVA, devi provvedere all’iscrizione alla Gestione Separata INPS e al pagamento dei contributi come libero professionista.

Conclusioni

Se sei già in pensione, ma desideri metterti nuovamente alla prova nel mondo del lavoro, informati bene su tutti i dettagli. Fatti assistere da un commercialista che conosca bene la gestione della partita IVA per i pensionati e che sia sempre informato sulle novità in fatto di fiscalità. 

Prima di fare il grande passo e ritornare a lavorare, metti a confronto le varie tariffe e trova il tuo esperto fiscale di fiducia. Avrai così la certezza di essere assistito passo dopo passo, dall’apertura in poi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *